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Cibernetica
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top
«I molti
automi
dell'epoca presente sono collegati al mondo esterno sia per quanto riguarda la ricezione di impressioni, che per l'esecuzione di azioni. Essi contengono organi sensoriali, effettori, e l'equivalente di un
sistema nervoso
per il trasferimento dell'informazione dagli uni agli altri (...) Non è affatto miracoloso che possano essere trattati in un'unica teoria assieme con i meccanismi della
fisiologia
.»
(Norbert Wienercite-ref-1[1])
Il termine mwdqcibernetica (dal mwdggreco: κυβερνήτης, mwdwkybernḗtēs, 'pilota di navi') indica un vasto programma di ricerca mweainterdisciplinare, rivolto allo studio mweqmatematico unitario degli mwegorganismi viventi e, più in generale, di mwewsistemi, sia naturali che artificiali.
Nacque durante gli anni della mwfqseconda guerra mondiale, su impulso di un gruppo di ricercatori, tra i quali ebbe una parte predominante il mwfgmatematico mwfwstatunitense mwgaNorbert Wiener. Questi, pur provenienti da diverse formazioni intellettuali, erano uniti dall'interesse per gli strumenti concettuali sviluppati dalle mwgqtecnologie, allora emergenti, dell'mwggautoregolazione, della mwgwcomunicazione e del mwhacalcolo automatico, e per la loro applicazione allo studio delle funzioni tipiche degli esseri viventi. Nel mwhq1948 Wiener pubblicò mwhgmwhwLa ciberneticacite-ref-2[2]: in questo libro, che ottenne grande successo, definiva l'ambito di interesse e gli obiettivi della nuova disciplina, inaugurando anche l'uso del nuovo termine, da lui coniato.
Contents
• Note
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Generalità
La cibernetica è nata dunque come un campo di studi comune tra l'mwkwingegneria, la mwlabiologia e le mwlqscienze umane. Già da questo si comprende l'importanza fondamentale per la cibernetica dell'mwlginterdisciplinarità,cite-ref-referencea-3-0[3] che può essere immediatamente confermata dall'esame dei mwmwcurricula estremamente variegati di tutti i suoi protagonisti. Un'altra caratteristica metodologica generale del metodo cibernetico è l'attenzione rivolta al comportamento (e alla sua descrizione matematica) degli oggetti del suo studio, più che ai dettagli della loro struttura materiale. Da ciò deriverà una tendenza alla definizione concettuale e, molto spesso, anche alla realizzazione fisica di modelli artificiali della realtà biologica, grazie anche alle nascenti possibilità della tecnologia elettronica.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
L'interesse a uno studio comparato di animale e mwpqmacchina, o di conseguenza al rapporto tra naturale e artificiale, rappresenta una caratteristica comune a tutti gli studiosi di cibernetica. L'ampiezza delle conseguenze di questo atteggiamento è tale da coinvolgere vari problemi di interesse mwpgfilosofico; la cibernetica si caratterizza come una nuova forma di mwpwriduzionismo, innovatrice rispetto alle forme tradizionali di mwqameccanicismo per aver messo in luce l'importanza del concetto di mwqqinformazione nell'interpretazione dei fenomeni della vita.cite-ref-6[6]
Per approfondire i contenuti della cibernetica al di là di queste sintetiche definizioni, bisogna ricorrere all'esame del suo effettivo sviluppo storico e delle diverse posizioni di chi a essa si è richiamato, con una particolare attenzione al pensiero dello studioso che ha creato il nome della nuova disciplina. Si è trattato infatti di un fenomeno molto ampio, variegato e interpretato spesso in modo diverso dai suoi protagonisti.cite-ref-7[7]
Si può comunque dire che nel programma cibernetico si possono individuare tre nuclei, chiaramente rilevabili anche nell'impianto dell'omonimo libro.cite-ref-referencea-3-1[3]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9] Il primo, che accompagna tutta l'opera di Wiener, e nel quale è fondamentale l'apporto del fisiologo A. Rosenblueth, consiste in un metodo di analisi dei fenomeni biologici basato sull'uso del concetto di mwxgretroazione e, più in generale, di scambio di mwxwinformazione, sia all'interno dell'organismo che tra questi e l'ambiente.cite-ref-cita-hellman-1982-10-0[10]
Esso si basa sulla constatazione che l'uso di questi strumenti, nati per studiare il funzionamento di macchine costruite dall'uomo, può essere esteso alla spiegazione di alcuni tra gli attributi fondamentali del vivente, quali la tendenza al mantenimento della mwzqstabilità interna, la capacità di mwzgapprendere (ovvero di modificare i propri comportamenti in funzione dell'esperienza) e l'apparente orientamento a uno scopo delle proprie azioni. In quest'ambito possono essere collocati anche i contributi del britannico mwzwWilliam Ross Ashbycite-ref-11[11]. Il secondo nucleo, che nasce tra il mwba1943 e il mwbq1945 con il contributo essenziale di mwbgJohn von Neumann, mwbwWarren McCulloch e mwcaWalter Pitts, riguarda l'estensione di questo metodo di analisi alle funzioni mwcqcognitive del sistema nervoso centrale e alle nuove mwcgmacchine calcolatrici mwcwdigitali, considerate in modo unitario dal punto di vista del concetto di mwdacomputazione.
Il terzo, il cui sviluppo è legato alle mwdgMacy Conferences on Cybernetics, tenute dal mwdw1946 al mwea1953, vede l'estensione dei concetti cibernetici allo studio delle mweqscienze socialicite-ref-cita-heims-1991-12-0[12]. Wiener peraltro non contribuisce direttamente a questa estensione, dichiarandosi anche scettico sulla sua possibilitàcite-ref-13[13]; l'uso dei concetti cibernetici nelle scienze sociali verrà analizzato e promosso da studiosi provenienti da quel mondo, tra i quali mwggMargaret Mead e mwgwGregory Bateson. Soprattutto quest'ultimo ha esercitato, nei decenni successivi, un'influenza importante e duratura su varie discipline, basando sulla cibernetica, oltre che lo studio di temi di antropologia e psichiatria, una visione generale della realtà.
Il grande dibattito innescato dalla pubblicazione del libro di Wiener e dalle mwhqMacy Conferences durò alcuni anni, per poi spegnersi progressivamente. Alcuni dei motivi di questa evoluzione erano interni alla stessa proposta di Wiener; la sintesi che egli cercava si rivelò infatti sia prematura (in relazione alle conoscenze dell'epoca in alcuni campi: ad esempio, la fisiologia del mwhgsistema nervoso centrale), sia di ampiezza eccessiva per produrre strumenti di ricerca efficaci. Non fu poi d'aiuto il successo incontrato presso il pubblico dal nome e dalle idee della cibernetica, che portò a un uso spesso improprio del termine e a un suo discredito nel mondo della ricercacite-ref-kline-14-0[14]. Altri ostacoli sorsero dalle divergenze, personali e scientifiche, che divisero i fondatori della nuova disciplina, impedendo lo stabilirsi di collaborazioni durevoli e di gruppi di lavoro strutturaticite-ref-cita-heims-1980-15-0[15]cite-ref-cita-conway-siegelman-2004-16-0[16]. Anzi, il movimento cibernetico si trovò ad affrontare la concorrenza di nuovi gruppi (ad esempio quello dell'mwkwintelligenza artificiale), con analoghi interessi, che tuttavia preferivano organizzarsi autonomamente, rivendicando anche una diversa visione su alcuni punticite-ref-arbibi-17-0[17].
Pur se oggi è impossibile parlare della cibernetica come di una disciplina attiva o di un movimento scientifico organizzato, le sue idee e i problemi da essa posti restano ancora al centro del dibattito scientifico in molti ambiti. Il campo di studio delineato dalla cibernetica è oggi occupato da molte discipline autonome che, pur se in qualche modo discendenti da una comune radice, ne affrontano i temi con metodi non sempre conciliabili in un quadro unitariocite-ref-18[18].
Le radici della cibernetica
La cibernetica può essere considerata il punto di arrivo di alcune linee di pensiero, sviluppatesi nei decenni precedenti gli anni '40 del secolo scorso, in discipline quali la matematica, la tecnologia, la fisiologia generale e del sistema nervoso, la psicologia. Ne ripercorriamo qui le tappe essenzialicite-ref-arbibi-17-1[17].
Storia del termine
La parola greca antica mwrakybernetes (mwrqκυβερνήτης) indica il pilota di una navecite-ref-19[19]. La radice mwsgkyber sta per mwsw"timone" e trova un parallelo nel latino mwtaguber, che ritroviamo nel mwtqgubernator, timoniere. mwtgKyber e mwtwguber fanno evidente riferimento a una comune progenitrice indoeuropea che significava timone. In ambedue le lingue il termine assume anche, per estensione, un significato metaforico che sta a indicare colui che guida, o governa, una città o uno Stato: già nel greco di mwuaPlatonecite-ref-20[20] è attestata, in questo significato più ampio di mwvqarte del governo, l'espressione mwvgkybernetikè techne.
Nell'accezione politica di Platone, il termine viene ripreso nel mwwa1834 da mwwqAmpère, nella sua ampia classificazione delle scienze, e qualche anno più tardi anche dal filosofo polacco mwwgBronisław Trentowskicite-ref-21[21].
Intanto, con la mwyarivoluzione industriale, nasceva per la prima volta l'esigenza di costruire macchine che fossero in grado di regolare il proprio funzionamento in modo automatico, cioè senza l'intervento umano. L'esempio tipico è quello della mwyqmacchine a vapore, che per le sue applicazioni industriali doveva stabilizzare la velocità di rotazione in condizioni di carico variabili. Questo problema di controllo fu risolto per primo nel mwyg1789 da mwywJames Watt, con il cosiddetto mwzamwzqregolatore centrifugo di velocità; fu però necessario quasi un secolo, prima che mwzgJames Clerk Maxwell, nel mwzw1868, descrivesse matematicamente il funzionamento del regolatore, individuando le condizioni di un suo mw0acomportamento stabile. Maxwell introdusse in questa occasione il termine mw0qgovernor, per indicare il meccanismo di regolazionecite-ref-22[22].
Indipendentemente da mw1wPlatone e mw2aAmpere, ma con un esplicito omaggio a Maxwell, il termine fu reintrodotto da Wiener nell'estate del mw2q1947, anglicizzato in mw2gcybernetics, nell'atto di dare il titolo al proprio libro pubblicato l'anno successivo: mw2wmw3aCybernetics or Control and Communication in the Animal and the Machinecite-ref-23[23]. Nelle intenzioni del suo autore, il libro proponeva un vasto programma di ricerca e, in prospettiva, teneva a battesimo una nuova scienza, fondata appunto sullo studio unificato di animali e macchine dal punto di vista delle teorie del controllo automatico, della comunicazione e del calcolo automatico.
Al momento della sua creazione, il termine conobbe un successo molto ampio, sia in ambito scientifico che presso il pubblico. L'uso popolare del termine continua ancora oggi, seppure in un senso improprio e lontano dal significato originale, attraverso l'uso del prefissoide mw4gcyber- (italianizzato in cibermw4w-)cite-ref-24[24] a indicare genericamente una connessione con la moderna tecnologia dell'informazionecite-ref-25[25]. La sua rilevanza in ambito scientifico è invece declinata, parallelamente alla vitalità del movimento, dopo la dispersione del gruppo originale dei primi scienziati raccolti attorno a Wiener e la morte di questi nel 1964.
Lo sviluppo tecnologico e l'emergenza del concetto di informazione
Molti degli strumenti di analisi della cibernetica derivano da alcune tecnologie, legate da un comune interesse nella elaborazione dell'mw7ginformazione, che ricevettero un particolare impulso dallo sviluppo dei dispositivi mw7welettronici durante la prima metà del XX secolo.
L'evoluzione storica della teoria dei mw8qmw8gsistemi di controllo automaticocite-ref-26[26]cite-ref-27[27]cite-ref-28[28] inizia praticamente con la regolazione del funzionamento dei motori a vapore. Sulla base del lavoro pionieristico di Maxwell, alcuni matematici, tra i quali mw-wA. Hurwitz e mwaqaE. Routh, definirono dei metodi di verifica della stabilità del sistema, pur se in una prospettiva che restava lontana dalla pratica di progetto. Le applicazioni crebbero molto nei decenni successivi, ma restarono sostanzialmente confinate allo sviluppo di mwaqeservomeccanismi, nell'ambito dei campi di interesse dell'mwaqiingegneria meccanica, finché la nascente tecnologia mwaqmelettronica non aprì ambiti applicativi totalmente nuovi. Nel mwaqq1927 mwaquHarold Black dei mwaqyBell Labs, per risolvere problemi di comunicazione telefonica a lunga distanza, progettò il primo mwaqcamplificatore esplicitamente basato sull'uso della mwaqgretroazione. In questo modo si poteva aumentare la mwaqklarghezza di banda dell'amplificatore, al costo però di maggiori rischi di instabilità del sistema; l'attenzione su questi nuovi problemi favorì lo sviluppo di nuovi studi sulla mwaqostabilità, più vicini alle esigenze dei progettisti, quali quelli di mwaqsHarry Nyquist e mwaqwHendrik Bode, anch'essi dei Bell Labs. La pubblicazione, a partire dalla seconda metà degli anni quaranta, dei primi trattati sui sistemi di controllo e la loro progettazionecite-ref-29[29], decretò la nascita del mwarecontrollo automatico come disciplina autonoma.
Come quello dei controlli automatici, anche lo sviluppo delle mwarmmwarqcomunicazioni elettriche (dal mwarutelegrafo, introdotto da mwarySamuel Morse nel mwarc1837, al mwargtelefono, che mwarkAlexander Bell sperimentò con successo nel mwaro1876, alle trasmissioni senza fili, che dai brevetti di mwarsTesla (mwarw1896) e di mwar0Marconi (mwar41897) portarono fino alla mwar8radio e al mwasaradar) vide delle forti innovazioni tecnologiche, ma una relativa costanza dei problemi di base. Indipendentemente dalla tecnologia usata, è sempre necessario, infatti, da un lato mwasemwasicodificare un messaggio prima di inviarlo, al fine di migliorare la qualità della mwasmtrasmissione attraverso un determinato mwasqcanale; dall'altro, mwasumwasyfiltrarlo in mwascricezione, per eliminare o ridurre il mwasgrumore indesiderato, inevitabilmente aggiunto dalla trasmissione.
Le necessità mwasobelliche favorirono la progettazione di sistemi complessi, nei quali interagivano i problemi di controllo e quelli di comunicazione. Nei mwasssistemi di puntamento antiaereo, ad esempio, la velocità di reazione richiesta dalla rapidità del volo aereo imponeva l'automazione di funzioni precedentemente svolte da operatori umani; ora la rilevazione della posizione del bersaglio era affidata al mwaswradar, mentre il puntamento delle armi veniva gestito da servomeccanismi. La velocità dei bersagli poneva anche il problema di dirigere il tiro in modo mwas0predittivo, cioè non verso la posizione attuale del bersaglio, ma verso quella nella quale, nel prossimo futuro, fosse massima la probabilità di trovarlo al momento dell'impatto con il proiettilecite-ref-30[30]. Sia il MIT che i Bell Labs lavorarono per il governo statunitense alla soluzione dei molti problemi tecnici posti dalla progettazione di questi apparati. Al MIT, all'inizio degli anni '40, Wiener affrontò il problema con la collaborazione dell'ingegnere J. Bigelow; da questa attività nacque la consapevolezza sulla pervasività della retroazione e sulla sua funzione nei meccanismi orientati al raggiungimento di un finecite-ref-31[31]cite-ref-32[32]cite-ref-33[33]. Per eliminare dai segnali ricevuti dal radar il mwat4rumore indesiderato a esso sovrapposto, e individuare la posizione futura del bersaglio mobile sulla base delle informazioni deducibili dalla sua storia passata, Wiener sviluppò una mwat8teoria unificata di mwauafiltraggio e di mwauepredizionecite-ref-34[34], poi pubblicata nel mwauy1949cite-ref-35[35].
Questi risultati di Wiener risolvevano in modo generale il tipico problema di filtraggio della tecnica delle comunicazioni, inquadrandolo nell'ambito della mwauwteoria statistica. Negli stessi anni, sviluppando il lavoro già intrapreso dai suoi colleghi dei Bell Labs mwau0Nyquist e mwau4Hartley, mwau8C. E. Shannon pubblicò i suoi due fondamentali articoli su mwavaA Mathematical Theory of Communicationcite-ref-36[36], che davano un fondamento quantitativo al concetto di informazione e alle operazioni di codificazione, fondando la moderna mwavuteoria dell'informazione. Anche in questo lavoro la trasmissione viene considerata come una teoria statistica; lo stesso Shannon rese esplicitamente omaggio alla tradizione della mwavymeccanica statistica utilizzando il termine mwavc"mwavgentropia"cite-ref-37[37] come sinonimo di "quantità di informazione". Questo risultato confermò Wiener nella convinzione che la teoria generale dei sistemi di comunicazione e controllo, sia naturali che artificiali, che egli voleva creare, non poteva che avere una base statisticacite-ref-wiener-1968-38-0[38].
La nascita delle mwawimacchine calcolatrici è un processo che ha avuto le sue radici concettuali nei secoli precedenti al mwawmnovecento, ma che di fatto ha iniziato a produrre risultati significativi con la disponibilità dei primi dispositivi mwawqelettromeccanici e, soprattutto, mwawuelettronici a vuoto. Nei decenni tra le due guerre si assistì a uno sviluppo tecnologico impetuoso che portò alla costruzione, durante la II guerra mondiale, di macchine calcolatrici pienamente funzionanti, fondamentali per la soluzione di importanti problemi militari. Tuttavia, in questo processo un ruolo fondamentale fu svolto da un'intuizione che proveniva da un ambito apparentemente lontano, quello delle ricerche sulla mwawylogica e i mwawcfondamenti della matematica. Nel mwawg1936, infatti, mwawkAlan Turing pubblicò il suo lavoro mwawoOn Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem,cite-ref-39[39] nel quale definiva un modello di macchina calcolatrice, oggi nota come mwaw8macchina di Turing, per analizzare il concetto logico-matematico di mwaxacalcolabilità. Questa macchina, anche se di livello astratto, e pensata per scopi esclusivamente teorici, rappresenta tuttavia il modello del moderno calcolatore elettronico digitale. Questo può essere considerato definitivamente nato negli Stati Uniti con le macchine mwaxeENIAC e mwaxiEDVAC; un rapporto del mwaxm1945, redatto da mwaxqJohn von Neumanncite-ref-40[40], che descrive il funzionamento del secondo, definisce un mwaxkmodello di architettura, detto appunto di von Neumanncite-ref-41[41], seguito da praticamente tutti gli elaboratori prodotti da alloracite-ref-42[42]. È interessante notare come von Neumann fosse ben conscio dell'influenza del lavoro di Turing sullo sviluppo successivo delle macchine calcolatrici automatichecite-ref-43[43].
La connessione tra calcolatori e logica fu ribadita nel 1937 da Shannon, che nella propria tesi di mwaycMaster al MIT mwaygA Symbolic Analysis of Relay and Switching Circuitscite-ref-44[44] dimostrò come il mway0calcolo delle proposizioni espresso dall'mway4algebra di Boole potesse essere usato per analizzare e progettare l'mway8mwazahardware di un calcolatore digitale.
La biologia e l'omeostasi
Nell'ambito della mwazmfisiologia, già nel secolo XIX mwazqClaude Bernard aveva identificato una delle caratteristiche fondamentali degli esseri viventi nella capacità di mantenere, nel proprio mwazumilieu intérieur (o "ambiente interno", costituito dai fluidi circolanti nel corpo), la costanza nel tempo dei parametri che garantiscono la vita. Queste osservazioni vennero riprese dai fisiologi mwazcJ. S. Haldane e L. J. Henderson all'inizio del secolo successivo, e finalmente sviluppate appieno dal fisiologo americano mwazgWalter Cannon, che nel suo libro mwazkThe wisdom of the body (mwazo1932), richiamandosi esplicitamente a Bernard, presentò una descrizione di vari sistemi di controllo presenti negli organismi viventi (quali quelli della composizione del sangue o della temperatura del corpo). Cannon chiamò mwazsomeostasi la capacità degli essere viventi di mantenere invariati i propri parametri vitali, reagendo ai disturbi esterni che tendono ad alterarli. In questo modo Cannon stabiliva esplicitamente, per la prima volta, un legame tra lo studio della fisiologia degli organismi e quello della stabilità delle macchine o, più in generale, di altri tipi di organizzazionicite-ref-45[45]cite-ref-46[46].
Fondamentale è stato il contributo del medico rumeno mwaauȘtefan Odobleja, che per primo sviluppò gran parte delle tesi che poi saranno riprese anche dal già citato Wiener, ma con almeno un decennio di anticipo rispetto a Wiener; e tuttavia i suoi contributi furono quasi del tutto dimenticati fino agli anni Ottanta. Il suo lavoro più importante è infatti il libro mwaayPsychologie consonantiste, pubblicato a mwaagParigi dalla libreria mwaakMaloine nel 1938 —il primo volume, e dopo un anno il secondo—, contenente circa 900 pagine e 300 figure. Lo stesso Odobleja scrisse di come questo testo fosse un indice o dizionario di psicologia "per un grande trattato della stessa che dovrebbe contenere 20-30 volumi".cite-ref-0-47-0[47] La comparsa di questo lavoro pionieristico nel campo della cibernetica ha attirato l'attenzione degli scienziati attraverso solo due recensioni: la prima fu pubblicata su una rivista rumena (nel 1939) e la seconda sulla nota rivista americana mwaa4Psychological Abstracts (p.mwaa8 59–60), nel gennaio 1941.cite-ref-0-47-1[47] Questi importanti risultati di Odobleja furono poi riscoperti soprattutto grazie a una conferenza dell'ingegnere rumeno Stelian Bajureanu, al quarto Congresso internazionale sulla cibernetica e i sistemi, tenutosi nel 1978, nel quale dimostrò la precedenza delle idee di Odobleja su alcune di quelle di Wiener.cite-ref-48[48] I contributi di Odobleja sono ancora più importanti, comparate a quelle di Wiener, se si considera la sua formazione da medico, rispetto a quella di matematico di Wiener.cite-ref-49[49]
L'animale e la macchina
L'interesse della cibernetica allo studio comparato di animali e macchine ha le sue radici nella lunga storia degli mwab8automi, cioè di macchine in grado di imitare funzioni tipiche degli esseri viventi. Chi ha ideato e costruito automi, dall'antichità classica in poi, si è sempre preoccupato delle funzioni meccaniche ed energetiche necessarie per dotarli della capacità di compiere azioni autonome. Dall'inizio del secolo XX il concetto di automa mostra una importante evoluzione; le loro funzioni iniziano a includere in maniera crescente anche la capacità di interazione con l'ambiente circostante, dal quale la macchina può ricevere delle informazioni che, a loro volta, contribuiscono a influenzarne il comportamentocite-ref-wiener-1968-38-1[38].
Questo processo può essere esaminato nell'ambito della discussione tra fisiologi e psicologi, in atto dall'inizio del secolo scorso, sull'interpretazione dei fenomeni della vita. In un dibattito che coinvolgeva studiosi quali mwacuLoeb, mwacyThorndike, mwaccMcDougall, mwacgMeyer, mwackHull, mwacoRashevsky, mwacsCraik, si confrontavano una concezione mwacwmeccanicista e mwac0riduzionista dei fenomeni biologici, di origine mwac4positivista, e una mwac8vitalistica. Per la prima volta la nascente tecnologia elettromeccanica permetteva di concepire, e anche di costruire, macchine, sia pure rudimentali, che potevano essere usate per dimostrare come un oggetto inorganico potesse simulare una funzione tipica dell'animale, in quanto rivolta a uno scopo, quale, ad esempio, l'orientamento verso la sorgente di uno stimolo, o intelligente, quali la memoria e l'apprendimento. Si trattava degli esordi di un riduzionismo di tipo nuovo, nel quale era fondamentale (anche se non sempre chiaramente riconosciuto ed enunciato) il concetto di scambio di informazioni tra automa e ambientecite-ref-50[50].
A partire da queste origini la progettazione, anche solo ideale, e la costruzione di automi, nello spirito indicato, è divenuto poi uno strumento costante di analisi della cibernetica. Tra gli esempi di automi più noti, concepiti dai principali esponenti della disciplina, si possono citare tra gli altri l'mwadu«omeostatomwady» di mwadcRoss Ashbycite-ref-51[51], la «tartarugamwadw» di mwad0Grey Waltercite-ref-52[52], il mwaei«topo» solutore di labirinti di mwaemShannon, la «cimice» e la «mwaeqtignola» di Singleton e Wiener, che illustrano i meccanismi neurologici del tremore degli articite-ref-53[53], ecceteracite-ref-54[54]cite-ref-55[55].
L'opera di Wiener e lo sviluppo della cibernetica
Behavior, Purpose and Teleology
Lo stesso Wiener fa risalire la nascita delle idee che condussero alla cibernetica a un ciclo di incontri tenuti, a partire dagli anni '30 e fino al mwafu1944, presso la mwafyHarvard Medical School, dove medici e ricercatori discutevano con matematici, fisici e ingegneri di problemi interdisciplinari e di metodo scientificocite-ref-referencea-3-2[3]. Wiener, all'epoca un matematico del MIT già affermato, incontrò qui il fisiologo mwafsmessicano Arturo Rosenblueth, che conduceva gli incontri e che divenne poi suo collaboratore in varie ricerche sui meccanismi di controllo neuromuscolari, oltre che principale interlocutore sui problemi metodologicicite-ref-56[56]. Rosenblueth era allievo di Cannon, che ad Harvard dirigeva il dipartimento di Fisiologia della Medical Schoolcite-ref-57[57]cite-ref-58[58].
Successivamente, al MIT, Wiener si dedicò al progetto dei sistemi di puntamento antiaereo, lavorando con il matematico e ingegnere Julian Bigelow, anche qui in un ambito interdisciplinare che coinvolgeva matematica e vari campi della tecnologia.
La riflessione sulla retroazione sviluppata in queste esperienze condusse Wiener, con Rosenblueth e Bigelow, a proporre, nell'articolo del mwago1943 mwagsBehavior, Purpose and Teleologycite-ref-59[59], una forma di analisi basata, piuttosto che sulla struttura interna degli oggetti di studio, sui loro comportamenti (mwahabehavior) osservabili dall'esterno. Da questo punto di vista, macchine e organismi viventi sono assimilabili, in quanto ambedue in grado di perseguire il raggiungimento di un obiettivo (mwahepurpose), grazie all'uso di meccanismi di mwahiretroazione. Questa, nei casi più complessi, può essere mwahmpredittiva, in grado cioè di tenere conto dell'evoluzione temporale del suo obiettivo; ciò accade, ad esempio, in un animale che caccia una preda in movimento, o in un sistema di puntamento antiaereo, nel quale il tiro avviene verso la posizione stimata futura del bersaglio. I comportamenti mwahqmwahuteleologici vengono quindi definiti come quelli orientati a uno scopo e guidati dalla retroazione che in questo modo diviene, da concetto puramente tecnologico, lo strumento di una mwahy"forma di analisi comune" che mwahc"può essere usata per studiare i comportamenti sia delle macchine che degli organismi viventi, indipendentemente dalla loro complessità". Il mondo della biologia e dell'intelligenza diventa così comprensibile senza richiedere l'ipotesi dell'esistenza di una mwahgcausa finale, e quindi una visione mwahkmetafisica o mwahonon deterministica della realtàcite-ref-cita-hellman-1982-10-1[10]cite-ref-60[60].
La modalità di analisi formalizzata nell'articolo sarà poi usata abitualmente in ambito cibernetico da vari autori: per evitare di dover studiare sistemi di struttura complessa o sconosciuta, ci si concentra invece sullo sviluppo di modelli, anche semplici, che mostrino però i tratti essenziali del comportamento di interessecite-ref-61[61]cite-ref-62[62].
Proposte analoghe erano state avanzate in Gran Bretagna negli stessi anni da mwai0William Ross Ashbycite-ref-63[63] e da mwajiKenneth Craik. Quest'ultimo, uno psicologo coinvolto anch'egli durante la guerra nell'analisi dei sistemi automatici di puntamento antiaereo, prematuramente scomparso nel mwajm1945, può essere considerato un vero precursore della cibernetica, enunciatore di tesi simili a quelle di Wiener sullo studio unificato di animale e macchina. Nello scritto mwajqThe mechanism of human action (1943 - 1945, poi pubblicato postumo) aveva tracciato una distinzione nell'analisi psicologica tra metodi mwajuanalitico e mwajysinteticocite-ref-64[64], mostrando come modelli sintetici che impiegano la retroazione possono aiutare a superare la barriera tra mondo inorganico e intelligenza invocata dal mwajsvitalismo.
Il sistema nervoso come macchina logica
Negli Stati Uniti, il mondo della ricerca scientifica entrò in contatto con il calcolatore digitale negli anni della guerra e in quelli immediatamente precedenti. Wiener racconta che il suo interesse per questa tecnologia nacque inizialmente dalla sua collaborazione con mwaj4Vannevar Bush allo studio dell'mwaj8analizzatore differenziale. Da quell'esperienza egli trasse la convinzione che fosse necessario passare a una architettura di calcolatore completamente elettronico, mwakadigitale e basato sul mwakesistema di numerazione binariocite-ref-referencea-3-3[3]. Anche John von Neumann, uno dei maggiori matematici del XX secolo, membro del prestigioso mwakyIAS a mwakcPrinceton, e già in contatto con Wiener, iniziò a occuparsi attivamente di calcolo automatico nel suo ruolo di consulente del governo USA, per la risoluzione di problemi di calcolo numerico di interesse militare. Von Neumann aveva anche conosciuto mwakgTuring all'IAS già nel mwakk1936, e gli aveva offerto una posizione nell'Istitutocite-ref-65[65].
Anche il mondo della neurofisiologia fu interessato nello stesso periodo da una svolta importante, impressa dal neurofisiologo mwak8Warren McCulloch. Wiener ebbe l'occasione di incontrarlo tramite Rosenblueth, e successivamente, nel 1942, a un convegno della Fondazione Macycite-ref-66[66] di New York. McCulloch lavorava a un modello formale dell'attività neuronale, che non riusciva a completare a causa delle difficoltà tecniche dell'argomento. Egli poté superarle solo grazie all'incontro, a mwalqChicago, con il giovanissimo logico e matematico mwaluWalter Pitts, che conosceva a fondo i sistemi logici di mwalyCarnap e mwalcRussell. Il loro lavoro diede luogo, nel mwalg1943, al fondamentale articolo mwalkA Logical Calculus of Ideas Immanent in Nervous Activitycite-ref-67[67]. Nello stesso anno, Wiener accolse Pitts nel suo gruppo di lavoro al MIT e, presumibilmente, lo mise in contatto, assieme a McCulloch, con von Neumanncite-ref-referencea-3-4[3]cite-ref-68[68].
Il risultato di McCulloch e Pitts resta la prima formalizzazione dell'equivalenza logica tra il sistema nervoso e un calcolatore elettronico, e della possibilità di rappresentare ambedue con strumenti della logica formale. Gli autori mostrarono infatti che una mwamcrete neurale può essere descritta dalla logica delle proposizioni e quindi dall'algebra di Boole, analogamente a quanto trovato sei anni prima da Shannon per i circuiti digitali. Von Neumann commentò: mwamg"Si è sostenuto spesso che le attività e le funzioni del sistema nervoso umano siano così complesse da non poter essere eseguite da nessun meccanismo... Il risultato di McCulloch e Pitts mette fine a tutto questo e prova che tutto ciò che può essere descritto completamente e senza ambiguità a parole, può essere ipso facto realizzato con una rete neurale finita"cite-ref-69[69]. Nel suo mwam0"First Draft" del 1945 sull'architettura dell'mwam4EDVAC egli citò esplicitamente i risultati di McCulloch e Pitts, usandoli come modello (l'unico disponibile all'epoca) di un mwam8circuito digitale sincrono. Alcuni anni dopo, lo sviluppo del concetto formale di mwanaautoma permise la costruzione di un modello che poteva descrivere in modo unitario il comportamento di sistemi diversi come la macchina di Turing, le reti neurali, i calcolatori digitali con il loro mwanesoftware, i circuiti elettronici digitalicite-ref-70[70]cite-ref-referenceb-71-0[71].
Dopo l'articolo del 1943, McCulloch e Pitts pubblicarono anche altri rilevanti risultati. Nel mwans1947, ad esempio, in mwanwOn How We Know Universals: The Perception of Auditory and Visual Formscite-ref-72[72], che Wiener cita estensivamente in mwaoeLa ciberneticacite-ref-73[73], approfondirono i meccanismi neurofisiologici di costruzione degli universali dai dati della percezione. Dal loro modello di reti di neuroni nacque un filone di studi, ancora oggi fiorente, sullo sviluppo di mwaoymodelli formali del sistema nervoso per lo studio teorico di processi come la mwaocpercezione e l'mwaogapprendimentocite-ref-referenceb-71-1[71]cite-ref-74[74]cite-ref-75[75].
Wiener avvertì la necessità di un approfondimento di questi temi, anche dal punto di vista delle sue tesi su teleologia e retroazione. Egli promosse quindi, assieme a von Neumann, un incontro che si tenne a mwapyPrinceton, all'inizio del mwapc1945, con la partecipazione, tra gli altri, di Wiener, McCulloch e Pitts, del neurofisiologo R. Lorente de Nò, del matematico ed esperto di calcolatori H. Goldstinecite-ref-76[76]. Questo incontro costituì la prima occasione di contatto tra matematici, ingegneri del controllo e del calcolo automatico, e neurofisiologi, che rappresentavano le discipline sulle quali sarà costruito l'impianto de mwapwLa cibernetica. Ci furono dei tentativi di organizzare tra i partecipanti all'incontro un gruppo di lavoro stabile, per il quale fu anche ipotizzato il nome di Teleological Societycite-ref-77[77], e che si realizzerà poi nell'ambito delle Macy Conferences on Cybernetics, che saranno promosse dalla Fondazione Macy a partire dal mwaqe1946.
In seguito, von Neumann espresse scetticismo sulla possibilità di affrontare lo studio del funzionamento del cervello umano sulla base delle conoscenze di neurofisiologia allora disponibili, probabilmente ritenendo prematura la sintesi cercata in quest'ambito da Wienercite-ref-78[78]. Negli anni seguenti, utilizzando il concetto di automa, analizzò varie funzioni tipiche degli esseri viventi, quali la capacità di mwaqcriproduzionecite-ref-79[79] (fondando lo studio degli mwaqwautomi cellulari), o quella di fornire prestazioni affidabili partendo da componenti soggetti a errori, come accade nel sistema nervoso animalecite-ref-80[80]. Questi documenti, rimasti allo stato di abbozzo anche a causa della prematura scomparsa dell'autore, avvenuta nel mware1957, suggeriscono un suo piano per lo sviluppo di una propria teoria unitaria del cervello e delle macchine calcolatricicite-ref-81[81].
Cybernetics
Per Wiener e il primo nucleo di cibernetici una importante occasione di discutere le proprie idee e stabilire nuovi contatti nacque dagli incontri interdisciplinari promossi dalla Fondazione Macy e in particolare dal suo direttore Frank Fremont-Smith. La fondazione, che già aveva curato la conferenza del 1942 che vide il primo incontro tra Wiener e McCulloch, organizzò dal mwark1946 al mwaro1953, con cadenza semestrale, dieci incontri interdisciplinari, inizialmente indicati come "mwarsConferenze sui meccanismi di retroazione e sui sistemi a causazione circolare nei sistemi biologici e sociali"cite-ref-82[82], e più semplicemente, dal 1948 in poi, "mwasaConferenze sulla Cibernetica". Tramite di esse vennero in contatto con le idee della cibernetica personalità quali mwaseShannon, il neuroanatomista Gerhardt von Bonin, l'mwasmetologo Theodore C. Schneirla, gli psicologi Heinrich Klüwer, mwasuKurt Lewin, Lawrence Kubie e Molly Hollower, il mwasgpedagogista Lawrence Frank, gli antropologi mwaskMargaret Mead e mwasoGregory Bateson, il sociologo Paul Lazerfeld, il matematico e mwaswstatistico mwas0Leonard Jimmie Savage, l'economista mwas4Oskar Morgenstern, il filosofo ed mwas8epistemologo Filmer C. S. Northrop, e altri. Alle conferenze parteciparono i anche due cibernetici britannici, lo psichiatra mwataWilliam Ross Ashby e il neurologo mwateWilliam Grey Waltercite-ref-83[83].
È sotto l'impulso delle conferenze interdisciplinari dalla Fondazione, e nel clima di dialogo e confronto con gli altri partecipanti, che Wiener conia il neologismo cibernetica, e pubblica nel mwatc1948 la sua mwatgopera omonima. Questa abbraccia un ambito interdisciplinare molto vasto, che comprende la matematica dei mwatkprocessi aleatori e dell'mwatoanalisi armonica, la teoria del controllo e delle comunicazioni, la fisiologia generale e quella del sistema nervoso, la logica, la psicologia. L'obiettivo del lavoro è sempre quello duplice che ha sin qui motivato l'autore: usare i nuovi strumenti concettuali sviluppati nello studio delle macchine per arrivare a una migliore comprensione degli esseri viventi, e progettare macchine in grado di emulare le prestazioni e il comportamento degli animali. Nell'opera possono essere individuati alcuni temi prevalenti:
• L'assunzione della mwat0meccanica statistica come strumento matematico per la descrizione unitaria sia dei fenomeni della vita che del funzionamento delle macchine che elaborano informazionecite-ref-84[84];
• il ruolo delle teorie della comunicazione e del controllo nell'analisi dei sistemi viventicite-ref-85[85];
• il funzionamento del cervello e del sistema nervoso e i possibili paralleli con gli elaboratori elettronici digitalicite-ref-86[86];
• le possibili applicazioni della cibernetica alle scienze sociali (sulle quali Wiener esprime comunque il suo scetticismo)cite-ref-87[87].
I due capitoli IX e X, aggiunti con la seconda edizione, affrontano i temi dell'apprendimento, della auto-replicazione e dell'auto-organizzazione nei sistemi complessi.
Dopo il 1948
Il libro di Wiener e l'attività del gruppo delle Macy Conferences, che continuò a riunirsi fino al 1953, aiutarono a diffondere i principi del metodo cibernetico e a far nascere varie iniziative scientifiche che a esso si richiamarono esplicitamente. Grazie anche a questi contributi, tra la fine degli anni '40 e l'inizio del decennio successivo, la cibernetica conobbe un periodo di grande visibilità e di interesse, da parte sia del mondo della ricerca che di quello della cultura popolarecite-ref-88[88].
Successivamente iniziò un declino dovuto a vari fattori. Innanzitutto sorsero divergenze, sia personali che scientifiche, tra i protagonisti del movimento cibernetico. Dopo il 1951, né Wiener né von Neumann parteciparono più alle Conferenze Macy, la cui presidenza era tenuta da McCulloch. Wiener e von Neumann si erano allontanati per motivi sia di ordine ideologico (Wiener aveva maturato un pacifismo radicale, mentre von Neumann lavorava a contatto con il mondo della difesa USAcite-ref-cita-heims-1980-15-1[15]) che di diversa visione dei problemi di analisi della mente. Inoltre, Wiener vedeva con sospetto l'attività di McCulloch, nel frattempo trasferitosi al MIT, temendo che volesse appropriarsi della guida scientifica del movimento cibernetico; questa situazione esplose poi, nel 1953, in una sua irreparabile rottura personale nei confronti sia di McCulloch che di Pittscite-ref-cita-conway-siegelman-2004-16-1[16]. In quel periodo Pitts stava sviluppando la sua tesi di dottorato in matematica sotto la guida di Wiener, per la quale aveva sviluppato un nuovo modello di rete neurale, basato su un ampio uso della meccanica statistica, più complesso rispetto a quello oggetto del suo articolo con McCulloch del 1943. A seguito della rottura, Pitts cessò ogni attività di ricerca e distrusse tutte le sue carte, inclusa la bozza di tesi, entrando in una lunga crisi personale dalla quale non riuscì più a emergerecite-ref-89[89]. Il gruppo di giovani neurofisiologi raccolto attorno a Wiener per iniziativa del presidente del MIT J. Wiesner, che comprendeva, oltre a Pitts, mwawuJerome Lettvincite-ref-90[90], Oliver Selfridgecite-ref-91[91] e Patrick Wallcite-ref-92[92], si disperse, mettendo fine a un ambiente nel quale si combinavano in modo unico conoscenze matematiche e biologiche.
Inoltre, l'interesse per la cibernetica da parte di una vasta platea di discipline, in gran parte nell'ambito delle scienze umane e sociali, portarono a un uso del termine sempre meno preciso e definito. Allo stesso modo, l'esplosione dell'interesse popolare e dei mezzi di comunicazione per la cibernetica, e la inevitabile banalizzazione del termine che ne seguì, erose la credibilità del programma, spesso associato a iniziative e posizioni non scientifichecite-ref-kline-14-1[14]. Nel 1956 Shannon usò l'espressione mwaxcbandwagoncite-ref-93[93] per descrivere un fenomeno analogo che avveniva per il termine mwaxwinformazionecite-ref-94[94], con considerazioni che si sarebbero potute applicare allo stesso modo al termine cibernetica. Ciò comportò la tendenza, per gli studiosi di argomenti di interesse cibernetico, a usare altri termini per descrivere la propria attività.
Infine, la nascita (tradizionalmente associata a un seminario estivo tenutosi presso il mwayiDartmouth College nel 1956) dell'mwaymintelligenza artificiale (IA) come movimento autonomo e organizzato, ha rappresentato un altro motivo di indebolimento della cibernetica. Si trattava infatti di movimenti con obiettivi largamento coincidenti, ma animati da ricercatori in gran parte di diversa estrazione, e con un differente approccio ai problemi; l'IA era concentrata sull'analisi dell'intelligenza da un punto di vista computazionale, e trascurava sia il ruolo della retroazione che il parallelismo tra animali e macchinecite-ref-arbibi-17-2[17].
In ogni caso, dopo la fine delle Conferenze Macy, vari autori, richiamandosi alla cibernetica, vi apportarono contributi personali originali, anche se spesso divergenti dall'impostazione degli iniziatori della disciplina. Il filosofo ed epistemologo americano di origine tedesca mwaykErnst von Glasersfeld, psicologo di formazione, per un periodo collaboratore di mwayoCeccato in Italia, elaborò una posizione filosofica da lui stesso indicata come mwaysmwaywcostruttivismo radicalecite-ref-95[95]. Contributi originali in campo psicologico vennero anche dal britannico, ingegnere di formazione, Gordon Pask.
mwazmGregory Bateson e mwazqMargaret Mead, ambedue membri del gruppo delle Conferenze Macy, lavorarono per incorporare le idee della cibernetica nell'mwazuantropologiacite-ref-96[96]; in particolare, Bateson se ne servì per sviluppare un sistema multidisciplinare che includeva anche elementi tratti dalla psichiatria, la biologia e l'epistemologiacite-ref-cita-heims-1991-12-1[12]. Alcune sue opere, come mwaz4Steps to an ecology of mindcite-ref-97[97] (1972) o mwa0mMind and Nature: A Necessary Unitycite-ref-98[98] (1979), hanno esercitato una vasta influenza e continuano a essere lette ancora oggi.
L'americano mwa0kJay Forrester e il britannico mwa0oStafford Beer, provenienti da diverse discipline (rispettivamente, l'ingegneria elettronica e la mwa0sricerca operativa), si richiamarono ai principi della cibernetica lavorando nell'ambito dei sistemi complessi in ambito organizzativo ed economico. Il biologo cileno mwa0wHumberto Maturana negli anni '50 fu collaboratore al MIT di Pitts e Lettvin, con i quali pubblicò alcuni importanti contributi di neurofisiologia della visionecite-ref-99[99]. Successivamente, assieme al suo allievo mwa1eFrancisco Varela, elaborarò una teoria del mondo biologico basata sul concetto di mwa1iautopoiesicite-ref-100[100].
mwa1gHeinz von Foerster, fisico di formazione, si occupò di elettronica, informatica e biofisica. Legato a McCulloch, fu uno dei frequentatori più assidui delle Conferenze Macy, delle quali curò la pubblicazione degli atti. Fondò nel 1958 il mwa1kBiological Computer Laboratory (BCL)cite-ref-101[101] all'mwa14Università dell'Illinois, che fino al 1976 fu un centro di ricerca ed elaborazione per la seconda generazione di cibernetici, e ospitò tra gli altri come docenti Ashby, Pask, Beer, Maturana, Varela, von Glasersfeld, mwa18J. Lilly. von Foerster propose il concetto di mwa2acibernetica del secondo ordine, o mwa2ecibernetica della cibernetica, per indicare il proprio lavoro e quello di altri esponenticite-ref-102[102].
La cibernetica fuori dagli USA
In Italia
In mwa2kItalia le idee di Wiener si diffusero fortemente nella comunità accademica degli mwa2oepistemologi e dei mwa2sfisici. Precedentemente all'ultima riforma universitaria l'ordinamento accademico italiano prevedeva anche una mwa20laurea in mwa24fisica-cibernetica e presso la facoltà di scienze fu istituita una cattedra in cibernetica, ancora oggi attiva in qualche facoltà ma con contenuti didattici molto variegati.
Tra i principali gruppi di ricerca cibernetici che operarono in Italia vanno citate quello napoletano, quello genovese, e la mwa3ascuola operativa italiana (SOI)cite-ref-103[103].
Il primo nacque dalla iniziativa del fisico teorico mwa3yEduardo Renato Caianiello, il quale fondò nel mwa3c1957 l'Istituto di fisica teorica dell'mwa3gUniversità di Napoli, e successivamente formò al suo interno, in collaborazione con il mwa3kCNR, un Gruppo di Cibernetica con sede a mwa3oPozzuoli. Caianiello si dedicò principalmente allo studio delle mwa3sreti neurali; con lui collaborò sin dall'inizio mwa3wValentino von Braitenberg, neurofisiologo, e per un periodo anche il fisico, matematico e ingegnere Giacomo della Ricciacite-ref-104[104], poi ultimo collaboratore di Wiener al MIT. Caianiello, che conobbe personalmente Wiener nel mwa4e1954, e lo ricevette poi più volte a Napoli, mantenne relazioni di collaborazione con questi e altri esponenti di primo piano della cibernetica. Tra i membri della scuola di Caianiello non possono essere dimenticati i fisici e matematici Luigi Maria Ricciardicite-ref-105[105], Francesco Lauria, Aldo De Luca e mwa4kSettimo Termini.
Anche il secondo gruppo nacque a iniziativa del CNR, che creò il Laboratorio di cibernetica e biofisica di Genova, con sede a Camogli, particolarmente attivo, con il suo promotore, il biofisico Antonio Borsellino (1915-1992), Augusto Gamba (1923-1996), e altri, nella ricerca sui sistemi adattivi di apprendimento e mwa4wriconoscimento delle forme. Il sistema mwa40PAPA (Programmatore e Analizzatore Probabilistico Automatico), da essi proposto a partire dal mwa441961, suscitò attenzione e interesse a livello internazionalecite-ref-106[106].
Oggi il centro di Camogli costituisce, assieme ad altri laboratori del CNR a Milano, Pisa, Palermo e Trento, l'Istituto di Biofisica del CNRcite-ref-107[107], che si occupa dello studio della struttura e dei meccanismi di funzionamento dei sistemi biologici con metodi interdisciplinari tipici della fisica e della matematica. Dal canto suo, l’attuale Istituto di cibernetica napoletanocite-ref-108[108], accanto a progetti di bioinformatica e di reti neurali, ha sviluppato prevalentemente ricerche in fisica della superconduttività. Infine, sia nell’Università di Genova sia in quella di Napoli Federico II sono stati inaugurati importanti laboratori di robotica.
La mwa50scuola operativa italiana, fondata da mwa54Silvio Ceccatocite-ref-109[109], operò principalmente in ambito mwa6mlinguistico. Con Ceccato collaborarono mwa6qGiuseppe Vaccarino e mwa6uVittorio Somenzi. Di Somenzi va ricordata l'antologia mwa6yLa filosofia degli automicite-ref-110[110], che per prima presentò in italiano i testi classici della cibernetica. Egli fu poi docente di mwa6sfilosofia della scienza presso mwa6wLa Sapienza a mwa60Roma, ove nello studio metodologico e filosofico della cibernetica e dell'intelligenza artificiale gli è succeduto mwa64Roberto Cordeschi.
Tra i cibernetici italiani si possono ricordare inoltre mwa7aGiuseppe Trautteurcite-ref-111[111], mwa7uGiuseppe O. Longo.
Altri paesi
In mwa7gGran Bretagna viene spesso considerato un anticipatore dell'analisi cibernetica lo psicologo mwa7kKenneth Craik, prematuramente scomparso nel mwa7o1945. Più tardi, tra il mwa7s1949 e il mwa7w1958, alcuni scienziati interessati alle relazioni tra macchine e organismi naturali avevano dato vita a un gruppo informale, noto come mwa70Ratio Club. Tra i suoi frequentatori sono da ricordare lo psichiatra mwa74William Ross Ashby, il neurofisiologo mwa78William Grey Walter, il fisico e teorico dell'informazione Donald M. MacKaycite-ref-112[112]. Lo stesso mwa8qTuring, anch'egli membro del club, sviluppò dopo la guerra un interesse per l'analisi matematica di problemi biologicicite-ref-113[113].
Al di fuori del Ratio Club, il premio Nobel ungherese naturalizzato britannico mwa8oDennis Gabor, pur non aderendo al movimento cibernetico, perseguì interessi simili. Più tardi, mwa8sStafford Beer introdusse nell'ambito degli interessi cibernetici la mwa8wricerca operativa e i problemi organizzativi.
In mwa84Unione Sovietica, nonostante problemi ideologici e politici legati alla difficoltà dei rapporti con l'Occidente, gli studi cibernetici si diffusero ampiamente. Peraltro, la matematica sovietica (con studiosi quali mwa88Ljapunov, mwa9aMarkov, mwa9eKolmogorov, mwa9iChinčin, mwa9mStratonovich, mwa9qPontrjagin, e altri) era tradizionalmente impegnata in aree di interesse cibernetico, quali lo studio dei processi stocastici, le teorie mwa9udei segnali, dell'informazione e del controllo.
In mwa9cCile va ricordata l'attività dei biologi mwa9gHumberto Maturana, già collaboratore di McCulloch e Pitts, e mwa9kFrancisco Varela.
La nascita di una storiografia della cibernetica
Spentosi il clamore sulla cibernetica, dopo la fine degli anni Sessanta, subentrò l'ignoranza di cosa fosse stata nel dettaglio questa grandiosa esperienza scientifica, dove risiedono - come detto - molte delle radici delle scienze e tecnologie attuali. Ciò dipendeva anche dalla scarsa attenzione alla storia degli eventi tipica del mondo della ricerca, sempre proiettato verso il nuovo. Così ci ritrovammo senza cibernetica e senza sapere cosa fosse stata.
Anche per l'effetto distanziante del tempo e a opera soprattutto di mwa90outsiders, a partire dal 1980 è nata una storiografia avvertita della cibernetica. Va citata innanzitutto quella che si è concentrata sulla figura di Wiener.
Il primo a inaugurare questa storiografia fu il fisico statunitense, Steve J. Heims, che aveva scoperto con meraviglia la complessa nebulosa cibernetica delle origini, e gli dedicò due ampie opere: una che confronta von Neumann e Wienercite-ref-cita-heims-1980-15-2[15], l'altra dedicata alle mwa-qMacy Conferences on Cyberneticscite-ref-cita-heims-1991-12-2[12].
Gli fece seguito, nel 1990, un libro di Pesi R. Masani, matematico che aveva lavorato a fianco di Wiener negli ultimi anni della sua vita, e coglie globalmente la figura di Wiener entrando nei particolari della matematica wieneriana, cercando di renderla comprensibile ai più, e dando in proposito un contributo fondamentalecite-ref-114[114].
Nel 1994 ha cominciato a dedicarsi allo studio della figura di Wiener Leone Montagnini, che ha approfondito gli aspetti filosofici e sociologici della sua formazione (Wiener aveva un Ph.D. in filosofia) e della sua opera, nonché alcuni fondamentali snodi storiografici sull'evoluzione della cibernetica. Questi contributi sono confluiti, aggiornati e organicamente sistematizzati, nel volume mwa-eLe armonie del disordine.cite-ref-115[115]
L'eredità della cibernetica
La cibernetica ha rappresentato un tentativo di sintesi tra diverse discipline, alcune delle quali, all'epoca, in fase nascente. Oggi il campo di interessi delineato da Wiener è occupato da varie discipline specialistiche, tutte in qualche modo discendenti da quell'esperienza originaria, nelle quali è però prevalente il momento analitico. I problemi da affrontare per arrivare a una teoria unificata degli animali e delle macchine si sono rivelati, infatti, più complessi di quanto forse potessero apparire nel 1948.
Tra le discipline il cui sviluppo è stato influenzato dall'esperienza cibernetica si devono citare almeno:
• in matematica, lo studio di campi della statistica e della teoria della probabilità come i mwa-sprocessi stocastici e l'mwa-winferenza statistica; l'analisi dei mwa-0sistemi non lineari;
• tutte le scienze impegnate nello studio della mwa-8complessità e della mwbaaauto-organizzazione dei sistemi;
• nell'ingegneria, la mwbairobotica, la mwbambioingegneria, tutti gli sviluppi della mwbaqteoria dei segnali, dell'mwbauinformazione e del mwbaycontrollo;
• l'mwbagintelligenza artificiale;
• molte scienze che studiano il mondo biologico con metodi quantitativi, come la mwbaobiologia computazionale;
• vari campi delle mwbawneuroscienze, ad esempio la teoria delle mwba0reti neurali, la mwba4linguistica e la mwba8psicologia cognitiva;
• alcuni campi di interesse mwbbefilosofico come l'mwbbiepistemologia, parte delle mwbbmscienze cognitive, ecc.
Note
cite-note-11. ↑ mwbbomwbbsWiener 1968,mwbbw cap. I, pp. 71-72.
cite-note-22. ↑ mwbcamwbceWiener 1968.
cite-note-referencea-33. ↑ mwbc0mwbc4Wiener 1968,mwbc8 Introduzione.
cite-note-55. ↑ mwbdgmwbdkBraitenberg.
cite-note-99. ↑ mwbfamwbfeEnciclopedia Italiana 1961.
cite-note-cita-heims-1991-1212. ↑ mwbgcmwbggHeims 1994.
cite-note-1313. ↑ mwbgwmwbg0Wiener 1968,mwbg4 Introduzione, pp. 49-50; cap. VIII.
cite-note-cita-heims-1980-1515. ↑ mwbh4mwbh8Heims 1980.
cite-note-cita-conway-siegelman-2004-1616. ↑ mwbiumwbiyConway e Siegelman.
cite-note-1818. ↑ mwbjqmwbjuEnciclopedia Italiana 1978.
cite-note-1919. ↑ mwbjkmwbjomwbjsDizionario Greco Antico online, su mwbjwgrecoantico.com.
cite-note-2222. ↑ mwbk0J. C. Maxwell, mwbk4On Governors
cite-note-2323. ↑ Wiener scrisse anche due altre opere sull'argomento, di taglio più divulgativo, e maggiormente orientate a problemi sociali: vedi mwblimwblmWiener 1966 e mwblqmwbluWiener 1991.
cite-note-2424. ↑ mwblkmwblomwblsCYBER- - Consulenza Linguistica - Accademia della Crusca, su mwblwaccademiadellacrusca.it. mwbl0URL consultato il 4 gennaio 2023.
cite-note-2525. ↑ si pensi a termini quali mwbmeciberspazio, mwbmimwbmmcyberpunk, cibersicurezza, ciberbullismo, ecc.
cite-note-2626. ↑ mwbmcmwbmgmwbmkS. Bennet, mwbmoA brief history of Automatic Control, IEEE Control Systems Society (mwbmsmwbmwPDF), su mwbm0ieeecss.org. mwbm4URL consultato il 10 luglio 2016 mwbm8(archiviato dall'mwbnaurl originale il 9 agosto 2016).
cite-note-2727. ↑ mwbnqNeculai Andrei, mwbnuModern Control Theory -- A historical perspective
cite-note-2828. ↑ D. A. Mindell, mwbnkmwbnoBetween human and machine - feedback, control and computing before Cybernetics, The Johns Hopkins University Press, 2002, ISBN 0-80186895-5
cite-note-2929. ↑ Tra di essi, mwbn8L. McColl, mwboaFundamental Theory of Servomechanisms del 1945, citato più volte da Wiener in mwboeCibernetica, il cui IV capitolo costituisce esso stesso una introduzione generale all'argomento
cite-note-3030. ↑ P. R. Masani, mwbouNorbert Wiener 1894 - 1964, Basel - Boston - Berlin, Birkhäuser Verlag, 1990 ISBN 0-8176-2246-2, pag. 181
cite-note-3232. ↑ Peter Galison, mwbpamwbpeThe Ontology of the Enemy: Norbert Wiener and the Cybernetic Vision, Critical Inquiry, Vol. 21, No. 1 (Autumn, 1994), pp. 228-266, University of Chicago Press
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Voci correlate
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• mwb4kCyborg
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• mwb40Informazione
• mwb48Intelligenza artificiale
• mwb5eRobot
• mwb5mRete neurale artificiale
• mwb5cCibernetica per tutti
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